Da satellite una stima delle aree bruciate nel pisano

Immagine in falsi colori satellite Sentinel 2A, 26 settembre 2018. 
Le aree vegetate appaiono in rosso.
Le aree bruciate appaiono in verde scuro.
Area percorsa da incendio con classi di danno.
In giallo le aree con maggior danno.
Tabella riportante i valori in ettari e il valore in
precentuale sulla superficie totale percorsa
da incendio delle classi di uso del suolo. 
 
Dati di vento della stazione sul Monte Serra 
 
Le immagini del satellite Sentinel2 si dimostrano sempre più utili per il monitoraggio ambientale ad alta risoluzione a scala locale.  
Il Sentinel2 fa parte della flotta del programma Copernicus dell'Agenzia Spaziale Europea e permette di avere la copertura dell'intera superficie terrestre con una risoluzione temporale di 5 giorni. 
Le immagini sono disponibili gratuitamente e consentono di osservare i fenomeni in atto sul territorio e monitorarne l'evoluzione nel tempo. Ad esempio sono una fonte preziosa di informazioni per fare delle rapide valutazioni sulla superficie vegetata andata distrutta durante un incendio.
 
 

Stima della superficie boscata bruciata sui monti Pisani

Nei giorni scorsi (24-26 settembre) un tremendo incendio, alimentato dai forti venti di nordest, ha divampato per giorni sui monti Pisani, costringendo all'evacuazione di numerose persone e mandando in fumo centinaia di ettari di bosco, prati e macchia mediterranea. 
 
Le immagini a fianco acquisite dal Sentinel2 dopo l'incendio dei monti Pisani permettono di fare una stima degli ettari andati distrutti.
Per perimetrare l'area percorsa dal fuoco e valutare l'estensione della superficie interessata dal danno si sono utilizzate immagini in falsi colori, in cui le aree vegetate appaiono in rosso mentre le aree prive di vegetazione risultano verde scuro.
L'ampia superficie scura perimetrata di giallo è l'area andata a fuoco che risulta priva di vegetazione a causa dell'incendio.
Il LaMMA, utilizzando le immagini gratuite a media/alta risoluzione dei satelliti Sentinel ed elaborandole con opportuni software, ha potuto perimetrare l'area e calcolare molto velocemente la superficie vegetata andata distrutta che si stima sia attorno ai 1000 ettari.
 
L'elaborazione delle immagini ha permesso anche di stimare la classe di danno delle aree interessate. Come mostra l'immagine a fianco, la stragrande maggioranza della zona ha subito un forte danno.
In particolare, incrociando i dati con la carta Uso Suolo della Regine Toscana, si valuta che delle aree percorse da incendio oltre l'85% siano aree naturali, in maggioranza boschi, ma anche prati, seminativi e un 12% relativo ad oliveti.  Molti dei quali andati distrutti. 
 
 

Le condizioni meteo che hanno favorito l'incendio

Il divampare dell'incendio su un'area così vasta è stato anche favorito dalle condizioni meteorologiche che si sono osservate in quell'area nel periodo precedente e durante l'evento. 
In particolare per quanto riguarda l'anemometria, a partire dal primo pomeriggio di lunedì 24 fino alla tarda mattinata di martedì 25 il vento intensificava notevolmente con valori medi attorno a 20 km/h e raffiche tra 30 e 50 km/h. Nel pomeriggio di martedì attenuava temporaneamente per poi rinforzare nuovamente fino alle prime ore di giovedì 27 con raffiche di 20-30 km/h o superiori. Inoltre, dall'analisi dei dati di pioggia,  emerge come la zona del Monte Serra risulti negli ultimi tre mesi tra le meno piovose dell’intero territorio regionale, con valori di precipitazione che oscillano tra il 20 e il 40% di quanto solitamente ci si attende nel periodo.  A questo si aggiunge che Settembre 2018 è stato caratterizzato da temperature superiori alle medie stagionali, fatto che ha indubbiamente contribuito ad incrementare l’evapotraspirazione, già di per sé elevata nel periodo estivo e d’inizio autunno, rendendo la vegetazione più secca e quindi più esposta al rischio incendio. 
 
 
 

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Ultimo aggiornamento: 02/10/2018