La doppia ingiustizia del cambiamento climatico

E' noto che non tutti gli abitanti del pianeta sono ugualmente responsabili dei cambiamenti climatici.
Storicamente le emissioni di gas serra sono state molto più alte nei paesi ricchi (Europa e Stati Uniti in primis) e gran parte delle emissioni dei paesi emergenti, aumentate negli ultimi anni, sono comunque legate alla produzione di beni e prodotti consumati nei paesi occidentali.
Tuttavia l’emissione di questi gas serra determina un riscaldamento che interessa tutto il pianeta, colpendo quindi anche chi ha meno responsabilità. 

 
  Variazioni relative (%) della deviazione standard delle anomalie di temperatura mensili dalle condizioni preindustriali alla fine del 21° secolo
   

Uno studio scientifico recentemente pubblicato evidenzia un'ulteriore ingiustizia del riscaldamento globale, che impatterebbe maggiormente proprio sui paesi tropicali, ovvero i più poveri e quelli che meno hanno contribuito all'immissione di gas serra in atmosfera.

Sebastian Bathiany, ricercatore sul cambiamento climatico all'Università di Wageningen nei Paesi Bassi, insieme ad altri ricercatori, ha messo in evidenza che in base agli attuali scenari climatici i tropici vedrebbero un aumento molto maggiore della variabilità della temperatura e con effetti molto gravi, dato che oscillazioni da un estremo all'altro possono essere dannose per l'agricoltura e gli esseri umani, specialmente se ci sono oscillazioni verso un caldo estremo.
Secondo gli studiosi questo sarebbe causato dal fatto che l’aumento della temperatura coincide con un essiccamento del suolo con la mancanza di umidità che rende più importanti gli sbalzi termici e le ondate di calore.
Ad esempio, nelle simulazioni climatiche, un effetto particolarmente pronunciato si ottiene in Amazzonia. Infatti quando l’aumento termico sarà tale da eliminare l’umidità della regione, la variabilità del clima aumenterebbe del 15% per ogni 1 grado Celsius di riscaldamento.  L’impatto sull’ecosistema potrebbe essere drammatico con conseguenze poi, alla lunga, per l’intero pianeta.

I ricercatori hanno quindi tracciato l'entità di un aumento della variabilità termica nei vari paesi mettendola a confronto con il loro PIL e le loro emissioni di gas serra su base pro-capite. Hanno scoperto che - con la sola eccezione dell'Australia - i paesi con PIL più basso tendevano nelle proiezioni a essere colpiti da una maggiore variabilità climatica (vedi figura).

Chiaramente occorre tenere presente che il presente studio si basa su elaborazioni modellistiche previste per il futuro sulla base di alcuni scenari climatici. Comunque questo lavoro rappresenta un importante avvertimento che mette in evidenza che il riscaldamento globale potrebbe essere ancora più “ingiusto”  di quanto comunemente si pensa, e questo non solo per il fatto che alcuni paesi più poveri hanno contribuito in misura minore al riscaldamento del pianeta e che sono economicamente più vulnerabili ai cambiamenti.
 

Bibliografia

Climate models predict increasing temperature variability in poor countries 
Sebastian Bathiany, Vasilis Dakos, Marten Scheffer and Timothy M. Lenton
Science Advances, 2 May 2018 doi: 10.1126/sciadv.aar5809
 
Ultimo aggiornamento: 31/05/2018