Oggi è il World Water Day. In Toscana è ancora siccità?

 
 
 
% di pioggia del mese di Febbraio 2018
rispetto alla media climatica
 
 
 
 
La mappa degli ultimi 12 mesi dell'indice SPI mostra una diminuzione delle aree di siccità estrema
 
 
 

In occasione della Giornata Mondiale dell'Acqua dedichiamo un breve approfondimento al tema della risorsa idrica con un focus sulla situazione della siccità che ha colpito la Toscana negli ultimi 18 mesi. 

 

Giornata Mondiale dell'Acqua

Oggi 22 Marzo si celebra la Giornata Mondiale dell’Acqua, istituita nel lontano 1992 all’interno delle direttive dell’Agenda 21, durante la Conferenza Mondiale di Rio de Janeiro delle Nazioni Unite, quando per la prima volta si affrontò in maniera globale il problema dei Cambiamenti Climatici e da cui scaturirono le tre Convenzioni sui Cambiamenti Climatici (UNFCC), sulla lotta alla Desertificazione (UNCCD) e sulla Biodiversità (UNCBD).

Tale giornata serve per tenere alta l’attenzione su tematiche connesse con la disponibilità e l’accesso alla risorsa, alle crisi idriche che diventano sempre più intense e frequenti, ed alle connesse problematiche sociali di guerra dell’acqua e profughi ambientali.
 
La Toscana, insieme al resto d’Italia e al bacino del Mediterraneo, costituisce uno degli “hot spot”, identificati negli ultimi rapporti dell’IPCC (Hartmann et al., 2013), che maggiormente sta subendo gli effetti del cambiamento climatico.
Le analisi sui dati degli ultimi decenni relative a possibili trend di temperatura e precipitazione evidenziano un aumento della frequenza degli eventi estremi, in particolare delle ondate di calore e degli episodi di siccità, peraltro sempre più estesi e intensi. Negli anni 2000, infatti, si sono verificati su gran parte della regione episodi siccitosi di intensità elevata e di medio-lunga durata (fra 6 e 12 mesi) nei periodi a cavallo degli anni 2001-2002, 2006-2007, 2011-2012, 2016-2017. A tali episodi va anche aggiunto il periodo primaverile-estivo del 2003, noto come uno degli anni più caldi e secchi non solo in Toscana, ma in gran parte dell’Europa.
Ne conseguono crescenti e importanti ripercussioni sui sistemi fisici, chimici, biologici e su alcuni aspetti socio-economici legati per esempio a salute, agricoltura, foreste e turismo.
L’episodio siccitoso a cavallo fra il 2016-2017 e che solo ora si sta attenuando, è costato al comparto agricolo, secondo stime regionali, circa 430 milioni di Euro. Le perdite di resa più ingenti (fonte Coldiretti) sarebbero del 40% per le colture cerealicole (70% per il mais e 50% per le foraggere) e dal 20% al 40% per ortive, olio, vino e piante in vaso; a cascata anche il settore zootecnico è stato interessato.
 

Siccità: facciamo il punto sulla Toscana

Attualmente il deficit di pioggia è in progressiva attenuazione in buona parte del territorio e lo stato di emergenza idrica è stato dichiarato concluso da parte della Regione. Tuttavia tale deficit risulta ancora presente nelle aree meridionali, in particolare nel grossetano, nella Val di Chiana, colline metallifere e costa livornese meridionale, dove le piogge dell’ultimo periodo (+40% di piogge a Febbraio e +30% negli ultimi 3 mesi, Dicembre-Febbraio) non sono ancora sufficienti a compensare la forte contrazione delle precipitazioni degli ultimi 12 mesi (vedi mappa dell’indice SPI 12) e dove anche i livelli di buona parte delle falde continua ad essere sotto media (fonte Centro Funzionale).
 
Per far fronte a crisi idriche di così grande portata, la regione Toscana ha instaurato un tavolo tecnico a cui partecipano AIT, ARPAT, ANCI, Consorzio LaMMA, da tempo impegnato nel monitoraggio e previsione della siccità, ed i Consorzi di Bonifica, che hanno in fase di studio la realizzazione di progetti per oltre 147 milioni di Euro (di cui il 39% per nuove realizzazioni, il 38% per quattro nuovi invasi, il 16% per cinque progetti di miglioramento delle reti, il 7% per otto interventi di manutenzione ordinaria).
Il LaMMA, fra l’altro, ha iniziato da alcuni mesi una collaborazione con l’Autorità Idrica Toscana (AIT) e l’Istituto di Geoscienze e Georisoirse del CNR per sviluppare un sistema operativo strettamente dedicato alle richieste dell’AIT di monitoraggio e previsione dello stato della risorsa idrica sotterranea.
 

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Ultimo aggiornamento: 22/03/2018