Probabile stratwarming, quali conseguenze sull'inverno?

E’ ormai noto che, durante la stagione invernale, le anomalie del vortice polare stratosferico siano capaci di influenzare notevolmente la circolazione troposferica e quindi l’evoluzione meteorologica al suolo.
In questa stagione invernale 2017-2018 abbiamo avuto delle ottime conferme su come la stratosfera riesca a condizionare la troposfera. Vediamo come.


Anomalie del vortice polare

Due sono in particolare i fenomeni legati alle anomalie del vortice polare:
  • Lo stratcooling indica un anomalo raffreddamento della stratosfera terrestre sopra la regione artica e determina un vortice polare forte, molto veloce e quindi estremamente compatto. Ciò condiziona la circolazione troposferica favorendo una forte zonalità (AO e NAO +) e quindi costringendo le perturbazioni atlantiche a scorrere a latitudini più settentrionali della norma. Le conseguenze alle nostre latitudini sono un clima mite con piogge circoscritte per lo più alle regioni del Nord e a parte della Toscana. Sul resto d'Europa, pur mantenendosi le temperature al di sopra della norma, si osserva un incremento delle tempeste di vento. 
     
  • Al contrario lo stratwarming è un repentino riscaldamento della zona polare della stratosfera che determina un vortice polare debole, lento e quindi poco compatto che può dividersi ("split") in due cicloni distinti tra i quali si insedia un vasto e robusto anticiclone dinamico che col passare del tempo tende ad abbassarsi fino alla troposfera e provoca lo scorrimento di masse d’aria estremamente fredda verso latitudini temperate. Riscaldamenti stratosferici avvengono quasi ogni anno,  ma non sempre sono di tipo "major" e quindi capaci di influenzare in modo decisivo la troposfera provocando intense irruzioni d’aria polare.
Queste anomalie stratosferiche, secondo varie ricerche in questo campo, sono in grado di condizionare la circolazione troposferica fino a 60 gg. Il trasferimento delle anomalie stratosferiche alla troposfera in genere avviene con un ritardo che può variare da pochi giorni fino a circa 15 giorni.
 

Gennaio mite grazie allo stratcooling

Il 31 dicembre 2017 si è verificato uno stratcooling stratosferico, come attestato dal NAM che si è portato su valori superiori alla soglia di 1.5 alla 10 hPa (vedi Figura 1). Questo stratcooling è la causa principale di un mese di gennaio decisamente mite su tutto il Continente e caratterizzato da una spiccata zonalità (vedi immagine 2). Le piogge hanno interessato prevalentemente l’Italia settentrionale e l’alta Toscana, mentre frequenti tempeste (spesso rovinose) hanno sferzato l’Europa centro-settentrionale. 
Fig 1 - Indice Nam da settembre 2016 ad oggi Fig 2 - Anomalie di Geopotenziale a 500 hPa in Europa a gennaio

 

Probabile stratwarming: finale di Febbraio e Marzo freddi?

Ormai da alcuni giorni i principali modelli globali indicano che in questa stagione invernale 2017-2018 la stratosfera ha ancora molto da dire, infatti intorno al 12-13 di febbraio sembra probabile un episodio di stratwarming che dovrebbe causare uno “split” del vortice polare stratosferico come mostrato nella figura 3.  
Fig 3 - Vortice polare stratosferico alla 10 hPa
il 5  febbraio 2018 (a sinistra) e il13 febbraio 2018 (a destra)
 
Questo importante segnale che ci viene dalla stratosfera potrebbe condizionare il finale dell’inverno con irruzioni di aria fredda di origine artica e/o continentale.
Marzo 2006 e marzo 1987 furono preceduti da uno stratwarming avvenuto sicuramente in una fase tardiva dell’inverno, ma in grado comunque di giustificare importanti discese di aria fredda. Come si può notare dalle immagini 5 e 6 i due mesi citati furono caratterizzati da marcate anomalie negative, il 16 marzo 1987 addirittura ci fu un episodio di neve a Firenze. 
Se tale improvviso riscaldamento della stratosfera fosse confermato nei prossimi giorni, la prossima primavera, almeno nella prima fase, potrebbe essere anch’essa costellata da episodi freddi. 
Figure 4-5: anomalie di temperatura a 850 hPa
nel marzo 2006 (a sx) e nel marzo 1987 (a dx)
 

Vedi anche

Glossario delle previsioni stagionali
 
Ultimo aggiornamento: 06/02/2018